
Andrea Pinchi | Giulia Manfredi
“LUCEFORMA”
29 settembre – 25 ottobre
Opening 29 settembre 2026 ore 19.00 | Borghini Arte Contemporanea | Roma
Martedì 29 settembre alle ore 19.00 la galleria Borghini Arte Contemporanea inaugura “LUCEFORMA” di
Andrea Pinchi e Giulia Manfredi.
La luce, nel percorso delle immagini, si è composta, scomposta, alterata e ha preso forma. Nell’evento
“LUCEFORMA”, esplora il potenziale come principio generativo: quando attraversa le strutture, ne disegna i
volumi e instaura un dialogo continuo con lo spazio, diviene essa stessa un elemento solido. Nelle opere
dove la luce è l’origine stessa e materia prima, filtrata e interpretata, dà vita al racconto ideato dall’artista
che muove il suo mondo interiore attraverso le ombre del suo pensiero. Due modi diversi di rendere la luce
materia, capace di dare forma all’invisibile.
Andrea Pinchi nasce in una famiglia di costruttori e restauratori di organi a canne, iniziando a dipingere da
bambino con il pittore Nereo Ferraris. La sua forma artistica connette linguaggi ancestrali nello spazio
metafisico dell’opera, sviluppando un percorso che indaga forme pittoriche inconsuete, liquide per natura
figurativa, vere e proprie ascesi del materiale d’origine che compone le sue (re)visioni iconografiche. Dice di
lui il curatore Gianluca Marziani: “La sua produzione artistica è un riuso grammaticale e poetico dei pezzi di
pelle, stagno, carta, piombo e quant’altro sia traghettabile dentro l’hortus conclusus del quadro, dentro le
superfici aliene dei suoi oggetti mentali in forma reale. L’opera agisce con lo spirito linguistico dell’alfabeto
intuitivo, privo di numeri e lettere ma ricco di geometrie che diventano frase, interpretazione, apertura del
dialogo invisibile. Non esiste una zona temporale netta, si tratta semmai di una fluttuazione cosmica che
segue un magnetismo cerebrale, come se la visione interiore si connettesse agli immaginari oltre la
cronaca, oltre il realismo da strada, oltre il rumore della città”.
Giulia Manfredi si laurea in pittura a Bologna presso l’Accademia di Belle Arti nel 2008 con una tesi sui
nuovi media e la tecnologia satellitare, trasferendosi poi a Berlino per approfondire i suoi studi presso la
UDK (università delle arti). La sua ricerca si fonda sull’indagine delle geometrie nascoste, le strutture
invisibili che governano fenomeni naturali, processi psicologici e comportamenti sociali. Attraverso un
approccio multidisciplinare, esplora come queste geometrie si manifestino su scala diversa: dai sistemi
biologici microscopici ai pattern cosmologici, dalla memoria personale ai rituali collettivi. In ogni sua
produzione artistica cerca di dialogare con un universo intimo e universale, dove la bellezza diventa
strumento di interrogazione e sublimazione. Dice di lei il curatore Sabino Maria Frassá: “Le sue opere
presentano una bellezza ipnotica che si scontra con la materia di cui sono fatte: non solo marmo, ma anche
funghi e resti inanimati di bonsai e farfalle. L’arte di Giulia Manfredi è in ultima istanza un inno all’infinità di
cui la vita è parte imprescindibile. Senza vita non può esistere l’infinito e quella tensione ad esso. I suoi
lavori sono così sintetici a livello visivo e pregni di significato, ci aiutano a scorgere tale immensità di cui
siamo e saremo per sempre parte”.











